Fine art: cos’è la stampa d’eccellenza

di | Dicembre 5, 2019

L’incontro tra tecniche di qualità, materiali certificati ed esperienza di professionisti dà vita alla stampa Fine art: una stampa pregiata per far risaltare il valore dell’opera.

Il Laboratorio Fotografico Photogem lavora da anni con questa particolare tecnica di stampa, che si differenzia da una stampa classica per alcune importanti caratteristiche che, a lavoro concluso, sono in grado di fare la differenza.

Perché un’opera stampata possa essere riconosciuta come stampa Fine Art, deve rispondere a una serie di requisiti fondamentali:

Qualità dell’immagine di partenza

Per ottenere un risultato impeccabile è utile partire da un’ottima base. Se per i fotografi può essere relativamente semplice ottenere uno scatto perfettamente bilanciato tra cromie e contrasti, non è detto che sia altrettanto semplice mantenere inalterata questa perfezione in fase di sviluppo.

Lo sviluppo RAW dell’immagine deve conservare immutati sia la gamma tonale sia i contrasti dello scatto. Non sempre chi scatta la foto ha anche le competenze idonee per svilupparla in maniera adeguata, per questo il laboratorio stampa Fine Art offre la propria esperienza e abilità al fine di ottenere il risultato migliore possibile.

Tecniche di stampa

Come abbiamo detto è indispensabile partire da un’immagine perfetta sotto il punto di vista tecnico, ma ciò non è sufficiente per poter definire una stampa “Fine Art”. Occorre, infatti, utilizzare in fase di stampaggio solo materiali originali e di qualità certificata, perché possano conservare inalterate tutte le caratteristiche, per esempio, sono utilizzate carte che non contengono elementi chimici, dal momento che questi potrebbero andare a snaturare proprietà e qualità dell’immagine stessa.

Il Laboratorio Fotografico Photogem utilizza solo carta di altissima qualità e tecnologie d’avanguardia per la fase di stampa, che viene eseguita utilizzando inchiostri a pigmenti Epson UltraChrome HDR™, per garantire un risultato d’eccellenza. Le stampe Fine Art richiedono l’utilizzo unicamente di dispositivi a getto di inchiostro, per un semplice motivo: l’Ink-Jet è la tecnica di stampa più sofisticata attualmente conosciuta, in quanto è in grado di fornire un’elevata qualità di colori e precisione dei dettagli.

L’esperienza fa la differenza

Tutti gli elementi elencati fino a questo punto sono senza dubbio presupposti indispensabili per ottenere un buon risultato, ma possono essere d’aiuto solo fino a un certo punto. È la mano dello stampatore, infatti, a fare la differenza, sarà lui a regolare e impostare il dispositivo al fine di ottenere un risultato qualitativamente perfetto. Ovviamente ogni stampatore ha le proprie tecniche e i propri segreti, che ne decretano lo stile unico ed esclusivo.

Il Laboratorio Fotografico Photogem esegue anche servizi di stampa Fine Art online, mettendo a disposizione tutta la propria competenza e la possibilità di acquistare il certificato Digigraphie che, attraverso un timbro, ne attesta l’autenticità del laboratorio e delle tecnologie.

Una buona conservazione per una lunga vita

Le stampe Fine Art sono in grado di regalare, a chiunque le possieda, emozioni per lungo tempo, infatti, un’altra loro importante caratteristica, è proprio quella della longevità. La vita di una stampa Fine Art non è inferiore ad almeno 60 anni e, posto che venga correttamente conservata, può tranquillamente mantenere la propria brillantezza originale anche per oltre 100 anni. Con “corretta conservazione” si intendono una serie di accortezze indicate chiaramente nelle norme ISO, un esempio può essere la percentuale di umidità presente nell’ambiente, che deve oscillare tra il 35% e il 65%, oppure i contenitori nei quali vengono conservate, che devono presentare un PH neutro ed essere riposte al riparo dalla luce (che rappresenta il nemico numero uno).

Autenticità e qualità certificata

È possibile presentare richiesta per il rilascio di un certificato di qualità per tutte le stampe Fine Art. Sul certificato (oltre a tutte le informazioni inerenti alla realizzazione della stampa) si trovano due bollini olografici numerati che corrispondono, in maniera univoca, ad altri due posti sul retro dell’opera.