I migliori microfoni per parlare in pubblico

di | Settembre 25, 2019

Conosciamo l’importanza che riveste il microfono in alcune situazioni, come nel caso di conferenze, meeting o nell’ipotesi classica di un concerto e l’impossibilità di farne a meno per evitare che alcuni non sentano ciò che viene detto.

Quante volte si sente l’imbarazzo di doverlo utilizzare anche quando non funziona bene o non è adatto all’uso che stiamo facendo.

I microfoni sono uno strumento necessario per poter parlare in pubblico, in spazi più o meno grandi o per poter cantare o suonare alcuni strumenti e spesso la scelta diventa molto difficile quando non se ne conosce il funzionamento. Di seguito daremo delle spiegazioni sui diversi tipi in commercio e i più adatti a tal fine.

Come funziona il microfono?

Tecnicamente il microfono è un sensore elettrico, cioè uno strumento che trasforma il suono della voce, che è energia fisica, in energia elettrica. Questo fenomeno si verifica grazie alla vibrazione delle corde vocali di chi vi parla, che si diffonde nell’aria che lo circonda. È proprio dal modo in cui avviene lo spostamento delle vibrazioni e la trasformazione in energia elettrica, che dipende la qualità del microfono. Per poter essere amplificata la voce si converte in impulsi elettrici che consentono a chi si occupa del public speaking (approfondisci su massimilianocavallo.com) di funzionare in modo ottimale.

Esistono in commercio molti tipi di microfono che funzionano con diverse tecnologie offrendo prestazioni di varia qualità. Ogni strumento è più adatto ad una finalità anziché ad un’altra, per questo prima di acquistarlo è necessario conoscerne bene la funzionalità e le caratteristiche principali.

Microfono a condensatore: perfetto per le registrazioni

Questo tipo di microfono, tondeggiante e molto stabile è usato prevalentemente negli studi di registrazione, nelle stazioni radio o per i doppiaggi. Molto apprezzato per l’elevata qualità del suono viene impiegato per le registrazioni di musica, suoni e voci.

La prestanza di questo strumento dipende dal suo meccanismo, detto “a condensatore”; se infatti smontiamo il microfono vedremo al suo interno due lamine in metallo, una movibile e l’altra fissa. Secondo questo meccanismo la voce che viene captata dal microfono fa vibrare la lamina movibile che crea una variazione di tensione, che dà vita ad una serie di input trasmessi alla cassa.

Se è noto per la sua efficienza, viene però penalizzato perché ritenuto troppo delicato e facilmente danneggiabile, soprattutto se soggetto a trasporto continuo. Non è possibile trovarne uno con alimentazione a batterie e quindi portatile perché necessita di molta energia. Con tali prestazioni il costo deve essere naturalmente più elevato ma il suo acquisto è consigliabile se deve essere usato all’interno di uno studio, in modo stabile.

Microfono electret: pur essendo realizzato con sistema a condensatore, si differenzia dal modello precedente perché contiene la carica elettrica al suo interno, consuma meno energia e può quindi funzionare anche a batteria.

Sebbene apprezzato, non può essere paragonato a suo fratello maggiore in quanto possiede un segnale troppo debole e la qualità del suono non risulta costante e pulito.

Microfono a nastro: il vintage sempre efficiente

Molto simile nella forma ma non nel meccanismo al modello precedente, è il microfono a nastro. All’interno di questo strumento vi è una struttura che ha la forma di un vero e proprio nastro, che è inserito nel campo magnetico che si viene a creare. Nel momento in cui il suono penetra nel meccanismo si verifica un cambio di tensione che riporta indietro gli impulsi elettrici con una modulazione differenziata.

Nonostante le differenze, anche il microfono a nastro è la scelta ideale in caso di registrazioni, in particolare quando il timbro di voce è più caldo. Superato ormai dagli sviluppi della tecnologia, questo strumento ha vissuto il suo momento di gloria negli anni’50, mentre oggi è sempre più in disuso.

Tecnologia dinamica: funzionalità e convenienza

Moderno, efficiente e prestante, questo microfono è uno dei più acquistati degli ultimi anni. Adatto a cantanti, vocalist ma anche per conferenzieri durante i grandi meeting, è un microfono che esalta il suono della voce senza grandi pretese per gli effetti vocali.

I suoi vantaggi sono indiscussi, compreso il prezzo che è adeguato alle sue prestazioni. Robusto e compatto, resistente anche in caso di cadute o urti, necessita di poca energia, viene dunque venduto anche con meccanismo a batteria. Leggero e funzionale, è disponibile in una comoda pochette facilmente trasportabile, senza occupare molto spazio.

Il funzionamento di questo microfono si basa sulla presenza di una membrana vibrante, detta anche diaframma, insieme ad una bobina che è immersa in un campo magnetico. Quando ci sia avvicina al microfono per parlare, il suono crea delle vibrazioni al diaframma. Questo sistema causa uno svantaggio notevole, che è quello di risentire della presenza di altri strumenti magnetizzati come ad esempio i trasformatori. Per questo il suo utilizzo richiede la presenza costante di un tecnico che sabbia equilibrare bene altri microfoni e strumenti.

Il microfono ceramico: il funzionamento dei cristalli

Il microfono ceramico, chiamato anche piezoelettrico, non è molto conosciuto, anche se la sua tecnologia è alquanto efficiente. Perfetto per coloro che richiedono solo di intercettare il suono senza badare molto alla sua qualità, viene preferito da coloro che vogliono utilizzarlo solo per parlare e non per cantare come chi svolge lavori di traduzione simultanea.

Il meccanismo interno del microfono ceramico, detto anche a cristalli, è molto semplice, i cristalli che si trovano all’interno vengono sollecitati dalla voce che crea onde sonore. Le onde sonore inviano scariche elettriche che vengono trasformate in voce. Un meccanismo semplice ed elementare che non offre prestazioni eccezionali ma limitate a pochi ambiti di applicazione.

Economico e delicato, contiene un meccanismo interno piccolo e che si danneggia facilmente.

Microfoni e direzionalità del suono

Oltre al tipo di meccanismo i microfoni si differenziano anche per altre caratteristiche, come la direzionalità del suono. In commercio troviamo microfoni omnidirezionali, chiamati anche panoramici, che consentono di prendere il suono non da una singola posizione ma a 360°.

Questo significa che ovunque si posizioni la persona che parla o canta, il microfono riesce a captare la sua voce allo stesso modo. Può essere utilizzato anche da due persone contemporaneamente, dal momento che se posizionate a cerchio, il meccanismo riesce a prendere tutte le voci.

Da non confondere con questo tipo di microfono, è il supercardioide, che oltre a captare il suono in tutte le direzioni, possiede un piccolo meccanismo che riesce a prendere la voce che arriva dalla direzione contraria a quella del cardioide. È molto potente ma richiede grande abilità, da parte degli strumentisti, che devono posizionarli in modo corretto.

Se abbiamo compreso il meccanismo di questo strumento, sarà facile comprendere la differenza con quello unidirezionale, detto anche cardioide. Questo microfono capta il suono solo se ben posizionato di fronte al meccanismo principale. Anche se apparentemente limitato, questo strumento è ottimo in caso di utilizzo da parte di conferenzieri che non necessitano di muoversi continuamente ma affrontano il pubblico fermi, in un’unica posizione.

La tecnologia del microfono bidirezionale, invece, riesce a prendere due diversi suoni quando sono posizionati l’uno di fronte all’altro. Questo significa che può essere adoperato da coloro che cantano in duetto o che parlano l’uno di fronte all’altro. Può essere scomodo da utilizzare perché bisogna fare massima attenzione alla posizione dei soggetti che lo utilizzano e perché capta erroneamente anche altri suoni oltre a quelli dei soggetti che vi si avvicinano.

Forma ed ergonomia

I microfoni che si trovano in circolazione sono davvero numerosi e si distinguono non solo per la tecnologia con cui funzionano ma anche in base alla loro forma. Dal microfono a gelato, che è tra i più utilizzati durante i concerti o i meeting, al microfono a lavalier, che viene posizionato come una spilla sul davanti del conferenziere e offre massima libertà di movimento.

Dal microfono a cigno, che viene sistemato su un asta morbida che è facilmente regolabile a quello a fucile, ideale per coloro che amano parlare in pubblico ad una certa distanza dagli strumenti o che necessitano di spostare comodamente il microfono ad altri conferenzieri.