Documenti matrimonio: quali sono e come richiederli

di | Marzo 29, 2021

Il matrimonio, oltre a essere un atto d’amore libero ed eterno da parte degli sposi, è anche un impegno civile che i due futuri coniugi si prendono nei confronti dello Stato. Un impegno che determina dei diritti e dei doveri. Per potersi sposare, quindi, è fondamentale essere in possesso di alcuni specifici documenti per il matrimonio, che variano se si celebra il rito religioso (in chiesa) o quello civile (al comune). La gestione dei documenti è parte integrante dell’organizzazione del matrimonio ed è una delle prime cose da fare. Per poter avviare le procedure burocratiche è fondamentale aver fissato la data di matrimonio, in modo da poter prenotare la sala del comune o la chiesa e, parallelamente, inviare le partecipazioni di matrimonio. Scopriamo quindi quali sono i documenti che i due futuri sposi devono avere per poter contrarre matrimonio.

Matrimonio religioso e matrimonio civile

Il matrimonio religioso

Quando in Italia si parla di matrimonio religioso si fa riferimento prevalentemente a quello cattolico. Questo per il semplice motivo che tra Stato e Chiesa cattolica vi è un Concordato che riconosce al matrimonio religioso anche il valore del matrimonio civile. Chi si sposa in chiesa, a meno che non lo richieda espressamente, è sposato anche per lo Stato, mentre non è possibile fare il contrario. Il primo dei documenti per il matrimonio che i due fidanzati devono avere è l’attestato del corso prematrimoniale. Non è obbligatorio, ma il sacerdote che celebrerà il matrimonio, a meno che non conosca i futuri sposi, potrebbe richiederlo per avere conferma che i due siano stati informati sull’importanza, il senso e i fini del matrimonio cattolico.

Successivamente i futuri sposi devono portare presso la segreteria della parrocchia dove decidono di sposarsi, dopo averli richiesti presso il proprio comune di residenza, i certificati di nascita e il certificato contestuale. Inoltre tra i documenti per il matrimonio da far avere al parroco vi sono anche il certificato di Battesimo, quello di Cresima e il giuramento. Quest’ultimo atto viene prodotto dal parroco stesso dopo colloquio singolo e privato con i futuri sposi.

A questo punto il parroco affigge le pubblicazioni di matrimonio per 8 giorni con lo scopo di informare la comunità locale di quella scelta e chiedere, laddove esistano, che chi ne fosse a conoscenza riferisse al parroco stesso (o al vescovo) le circostanze che impedirebbero ai due fidanzati di sposarsi. Infatti qualora vi fossero degli impedimenti, anche se celebrato, il matrimonio cattolico risulterebbe nullo.

Il giorno delle nozze, inoltre, al termine della cerimonia, il parroco con gli sposi e i testimoni redige l’atto di matrimonio, nel quale oltre ai dati dei due sposi, si stabilisce il regime patrimoniale scelto, se comunione o separazione dei beni). Questo atto viene poi trasmesso dal parroco entro i cinque giorni successivi all’ufficio del comune di competenza, in modo che quel matrimonio abbia anche valore civile.

Il matrimonio civile

L’iter burocratico per chi sceglie il rito civile è molto più veloce e si avvia presentandosi all’ufficio competente del proprio comune di residenza. Se i futuri sposi sono residenti nello stesso comune l’ufficio è il medesimo, altrimenti bisogna recarsi in quello del comune presso il quale ci si sposerà e farsi rilasciare l’atto di nascita e il cosiddetto certificato contestuale. Per chi è divorziato o vedovo e si sta sposando nuovamente dovrà consegnare il relativo atto che attesta questa condizione. A questo punto è il comune che gestisce la pratica e successivamente convoca i coniugi per il giuramento di matrimonio. Quindi è il comune a produrre ed esporre le pubblicazioni per 8 giorni, trascorsi i quali la gestione dei documenti per il matrimonio è terminata e i due fidanzati possono sposarsi, nella data che hanno scelto.