Cose particolari da vedere a Roma: porte magiche e illusioni ottiche

di | Luglio 22, 2021

Roma Capitale, Roma Città Eterna, Roma Caput Fidei, ma avete mai sentito parlare di Roma Città di Illusioni?

In pochi sanno che l’Urbe è costellata di luoghi segreti e ingannevoli: si tratta di false porte, illusioni ottiche di ogni tipo che, se disposte sulla mappa, rivelano un volto di Roma solitamente nascosto.

Abbiamo fissato per voi alcune puntine su questa mappa creando un itinerario alla scoperta della Città delle Illusioni. Il percorso racconta la storia di un potente alchimista, quella di un pittore ingegnoso e, infine, anche quella di un architetto sagace.

Consigliamo di godervi la strada o a piedi o in bici. Consigliamo l’itinerario delle illusioni a chi vuole essere stupito e a chi vuole perdersi, per mezza giornata, pedalando per le vie di Roma.

Senza ulteriori preamboli, posizioniamoci sulla linea di partenza del nostro Bike tour Rome e cominciamo. Prima fermata: Piazza Vittorio Emanuele II.

 

La magia della Porta Alchemica

Siamo nei pressi della stazione di Termini e della Basilica di S. Maria Maggiore. E’ proprio in Piazza Vittorio che troviamo il primo mistero della giornata.

Se ci soffermiamo a guardare il verde della piazza, infatti, troviamo un insieme di statue e simboli esoterici strani. Cosa ci fanno lì?

La cornice murata che vediamo è la Porta Magica, anche chiamata Porta Alchemica ed è un resto dell’antica Villa Palombara che si trovava sul colle molto tempo fa.

Secondo la leggenda, il marchese Palombari, a metà del ‘600, ospitava a corte l’alchimista Francesco Giuseppe Borri essendo il marchese appassionato della materia. Dopo tanti anni che il Borri fu impegnato a trovare il modo di produrre l’oro, una notte improvvisamente scomparve.

Sempre la leggenda dice che quella notte stesse cercando un’erba particolare proprio nel giardino della porta alchemica. Il mattino seguente, infatti, furono ritrovate delle pagliuzze d’oro e una misteriosa nota con simboli magici che sembravano quelli di una formula.

Scomparso l’alchimista, il marchese tentò in tutti i modi di decifrare il cartiglio, ma non ci riuscì. Allora decise di incidere i simboli su tutte le porte di villa Palombara per dare la possibilità a chiunque di risolvere l’enigma.

Ancora oggi, nessuno è riuscito nell’impresa e la Porta Alchemica è l’unica della villa a essere stata preservata.

 

Cose particolari da vedere a Roma: la cupola fantasma

Superiamo Piazza Vittorio e pedaliamo fino alla seconda tappa del nostro viaggio. Siamo a Piazza S. Ignazio e la seconda illusione romana è proprio qui, nella Chiesa dei Gesuiti.

Appena entrati, ci sembra di entrare in una Chiesa tutto sommato normale, ma appena alziamo lo sguardo, lo stupore si dipinge sui volti di molti.

L’edificio fu costruito tra il 1626 e il 1685, ma verso la fine dei lavori ci si accorge che manca la cupola e sono finiti i fondi per realizzarla. La soluzione all’inghippo la ebbe Andrea del Pozzo, frate gesuita, nonché grande pittore.

L’idea fu quella di utilizzare uno stratagemma: disegnare la cupola su una superficie piana ingannando l’occhio con la tecnica di ‘sfondamento‘. L’effetto finale è affascinante: se si alza lo sguardo dal tondo dorato contrassegnato sul pavimento, la cupola sembra esistere e avere una notevole profondità. Uno stupore incredibile!

La Chiesa contiene altre illusioni ottiche piccole e grandi, ma lasceremo a voi il piacere di scoprirle aguzzando per bene lo sguardo.

 

Un punto di vista barocco: la prospettiva Borromini

L’ultima tappa del nostro viaggio in bici per Roma ci vede arrivare a Palazzo Spada, oggi sede del Consiglio di Stato. All’interno di questo edificio stupendo, uno dei più decorati del ‘500, è presente un’incredibile illusione.

Si tratta della ‘galleria prospettica del Borromini’, anche detta, per semplicità, ‘prospettiva Borromini‘. Se ci passi davanti e non sei a conoscenza del trucco, diresti che questo corridoio bianco è lungo più o meno 40 metri. Appena la percorri, però, ti accorgi che i metri sono solo circa 9.

Come ha fatto il grande (e spiritoso) architetto a ottenere questo effetto? Lo stratagemma principale è stato quello di far convergere i diversi piani verso un unico punto di fuga. In questo modo, l’occhio è predisposto all’inganno.

Il colpo di grazia o, se preferite, la ciliegina sulla torta, la mette la statua di Marte posta in fondo alla galleria. Essendo alta appena 60 cm rafforza la sensazione di rimpicciolimento data dalla prospettiva e completa il quadro.

Per concludere in bellezza il percorso di Roma Città di Illusioni, fate una foto vicino alla statua: sarà un bel ricordo, ma anche la prova che vi siete trasformati all’improvviso in giganti alti 20 metri.

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