Tre maglie dell’U.S. Arezzo ad ospiti “amaranto” del Fossombroni

L’U.S. Arezzo ha voluto omaggiare tre ospiti dell’Istituto Fossombroni, la storica Casa Pia, che nel corso della loro vita si sono particolarmente distinti per il loro amore per il calcio e la maglia amaranto. E sono proprio tre maglie ufficiali della stagione appena terminata, che il Direttore Generale Andrea Riccioli ha portato a Dino Montagni, Massimo Bianchini e Giancarlo Nucci, ospiti dell’Istituto. La cerimonia di consegna delle tre maglie numero 10, ognuna personalizzata con il soprannome storico del destinatario, sono state consegnate oggi pomeriggio nel corso di una breve cerimonia, svoltasi nel salone del Fossombroni alla presenza del nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, Pier Antonio Bacci, che fa anche parte dello staff medico dell’U.S. Arezzo. Erano presenti anche molti degli ospiti della struttura, oltre ai parenti, agli amministratori di sostegno, ai tutori e alle nuove cooperative affidatarie della gestione.

Queste le motivazioni che hanno spinto l’U.S. Arezzo a consegnare le maglie ai tre ospiti

Giancarlo Nucci, detto “ Rivera”, è un grandissimo tifoso del Milan e dell’Arezzo ed ha seguito le sue squadre in tante occasioni. Per poter continuare a coltivare la sua passione, l’Istituto Fossombroni gli ha offerto l’abbonamento a ”Premium Calcio”, grazie al quale riesce a seguire la sua squadra del cuore.

Dino Montagni detto “Lo Bello”, è ospite della Casa Pia dal 1951, quando aveva 13 anni. Ne ha passati 65 all’interno della struttura, prima come orfano e poi come ospite. L’Istituto Fossombroni è da sempre la sua casa. E’ nato con due grandi ambizioni: servire Messa e fare l’Arbitro di Calcio. Sin da bambino, alla Pia Casa serviva Messa alle Suore e in molte altre parrocchie di Arezzo, dove era ed è conosciutissimo. Decise poi di fare il corso per arbitri e da li è iniziata la sua “carriera“. Non c’è giocatore dilettante o amatoriale che non lo ricordi. Dino era ferreo nelle decisioni e rispondeva ai tradizionali “arbitro cornuto” con sonore ed imperdibili pernacchie. Tifosissimo dell’Arezzo Calcio, ha frequentato per tanti anni il “Bar Amaranto”

Massimo Bianchini detto “il Nonno”, chi non lo conosce? Balestriere del Quartiere di Porta Sant’Andrea dal 1961 AL 1963, poi tamburino dei Musici della Giostra del Saracino dal 1962 al 1969, per poi passare al Gruppo Sbandieratori, per cui ha suonato il suo tamburo dal 1969 al 2011, girando tutto il mondo e portando nei cinque continenti il nome di Arezzo:
in Germania in occasione dei mondiali di calcio del 1974, poi nel 1978 in Argentina e in Francia nel 1998; è stato 7 volte in Giappone, 2 a New York, 2 in Sud Africa e poi in Cile, in Brasile e in Uruguay; nel corso della sua lunga carriera da tamburino degli Sbandieratori, ha suonato davanti alla Regina Elisabetta II ed all’Imperatore del Giappone. Nel 1995 fu a Gerusalemme per la festa dei 3.000 anni dalla fondazione della città, con oltre centomila figuranti che sfilavano, e in testa al corteo c’era proprio lui, il Nonno; E’ stato anche in Cina, sempre con gli sbandieratori, sfilando davanti ad oltre mezzo milione di persone.
Ma la grande passione del “Nonno” era il calcio: iniziò ad arbitrare nel 1973 nei campionati CSI, ed ha proseguito fino al 2013, dirigendo oltre 6.000 partite, molte delle quali con l’ombrello per ripararsi dalla pioggia. Ha arbitrato anche Arezzo-Dinamo Mosca, Taranto-Monopoli sotto falso nome e Arezzo-Steaua Bucarest.

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