Città di Castello: nessuno in Italia ha giocato così tanto in serie D

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle società affiliate con l’Unione Sportiva Arezzo. Un fiore all’occhiello della valtiberina, è entrato da pochi giorni a far parte della famiglia amaranto, festeggiando l’accordo, solo pochi giorni fa, con una gara amichevole che ha sancito ancora di più l’amicizia fra le due realtà.

Ed è lo stesso Presidente, Stefano Caldei, a presentare il suo Città di Castello, società che ha preso il nome della vecchia Città di Castello di cui era Presidente Ivano Massetti, non iscrittasi al campionato dopo la scomparsa del patron. Il primo anno non fu possibile il cambio di nome visti i tempi ristretti nei quali non fu possibile il cambiamento, ma dall’anno successivo, l’allora Group Castello riprese il nome della città, per arrivare fino ad oggi.

Group Castello che, nel suo ultimo anno in serie D, affrontò anche gli amaranto, allora impegnati nello stesso torneo. Che si concluse con la retrocessione, per i biancorossi, ma una retrocessione programmata. C’era la necessità di ripartire e di effettuare dei tagli, per poi riprogrammare il ritorno in serie D. E tutto ebbe inizio proprio con i foto3tagli alla rosa a dicembre, e la conseguente retrocessione in Eccellenza. Quindi il già citato cambio di nome, seguito da un primo anno di preparazione per la brillante cavalcata della scorsa stagione, nella quale i biancorossi non hanno avuto rivali nel campionato di eccellenza, vinto il quale hanno vinto anche, per la seconda volta, la Coppa Regionale, andando anche a piazzarsi fra le prime quattro delle fasi finali nazionali. “Merito del nostro staff, dei nostri tecnici e dei nostri giocatori” – ha commentato il Presidente biancorosso Stefano Caldei – “ma nulla di tutto quello che abbiamo fatto sarebbe stato possibile, se non fosse stato per l’enorme apporto di Cartoedit e Alessandro Gherardi, oltre ovviamente a McDonald. Con il loro aiuto siamo riusciti a creare la squadra che ci ha permesso di raggiungerei risultati della scorsa stagione”.

Il settore giovanile per il quale è stato stretto l’accordo fra U.S. Arezzo e S.S.d. Città di Castello, nasce dalla Junior Tiferno, società che ha sede a poche centinaia di metri dallo Stadio Bernicchi dove hanno foto2sede i biancorossi. Oltre 250 bambini e ragazzi che fanno solo scuola calcio, perchè la Junior Tiferno non iscrive direttamente squadre ai campionati. L’accordo fra Castello e Tiferno è per gestire il settore giovanile. Ed è a questo enorme bacino, che fa riferimento l’accordo, che prevede la collaborazione della società tifernate con il cavallino rampante. Riguarderà le squadre Esordienti, Giovanissimi e Allievi, per le quali sarà vitale la collaborazione fra i tecnici delle due società, che permetterà ai bambini e ai ragazzi di crescere tecnicamente e tatticamente, mettendo anche i tecnici amaranto nella condizione di poter scegliere i migliori giovani, per portarli a vestire la maglia amaranto nelle prossime stagioni.

“Un accordo che abbiamo stretto con le più alte cariche della società amaranto, ma per il quale voglio ringraziare due persone in particolar modo” – ha detto il Presidente Caldei – “Il primo è il nostro Direttore Sportivo, Fabio Calagreti, che ha ovviamente una figura e un ruolo vitale per noi, il secondo è per me come un figlio, Francesco Panfili, che è stato con noi più di vent’anni, che ha esordito con noi, e adesso lavora per l’U.S. Arezzo. E’ stato lui il vero e proprio punto d’incontro fr ale due società, a cui si deve questo accordo, che abbiamo poi fisicamente stretto con il Direttore dell’Arezzo”.

“Quest’anno abbiamo un solo obiettivo da centrare” – ha continuato Caldei parlando della stagione che va ad iniziare – “vogliamo fare un campionato tranquillo e sereno, senza patemi né voli pindarici, vogliamo gettare le basi per poterci poi, dal prossimo anno, togliere qualche soddisfazione. Siamo appena tornati nel campionato di quarta serie, quello che più compete al Città di Castello”. Città di Castello e Sansepolcro, inncredibilmente così vicine fra loro, sono rispettivamente la prima e la seconda squadra d’Italia, per numero di campionati di quarta serie disputati.

Allo Stadio Bernicchi, vero e proprio gioiello, trattato come tale da Francesco Monini, storico addetto al campo, che lo considera come fosse il giardino di casa sua. Una struttura che, oltre al campo principale dello stadio, può contare anche su un campo regolamentare e omologato in sintetico, a poche decine di metri e all’interno dello stesso recinto della struttura, interamente gestita dal Città di Castello. Che per la sua attività deve ringraziare anche il magazziniere, storica figura di riferimento per tutte le attività, Mario Casacci.

X